Fondazione Jorio Vivarelli
La materia della vita
Inno alla vita

INNO ALLA VITA

Bronzo – cm 400 (1987)

Parco della Pace di Nagasaki

 


Visualizzazione ingrandita della mappa  


 

 

 

Nel 1987 Pistoia decide, con molta lungimiranza, di essere la prima città italiana a donare una scultura da collocarsi, nel “The World Peace Symbol Zone” (Parco della Pace) di Nagasaki, la metropoli distrutta dalla bomba atomica lanciata dagli USA per effetto della quale perirono 70.000 esseri umani a causa del Pikadon, come i giapponesi chiamarono il micidiale lampo atomico che ridusse persone, cose e animali in un orribile crogiolo.

Terminata la fusione e predisposto il trasporto per il lungo viaggio, quando la scultura giunse a Nagasaki venne installata con una cerimonia pubblica al centro del Giardino dei ciliegi fioriti, sorto nel luogo preciso dove l’atomica esplose nel lontano 1945. Questa la rievocazione della genesi dell’opera fatta allora dallo stesso Vivarelli: «Ero da poco tornato dalla prigionia quando accadde Nagasaki. Non avrei mai creduto che un giorno sarebbe toccato a me pensare ad un’opera di questo genere. Ho scelto una figura di madre che, sebbene porti sul corpo tagli che indicano le ferite della guerra, proiettando suo figlio verso il cielo esprime un ‘Inno alla vita’ mentre quel bambino che tiene ben stretta in mano una colomba simboleggia un messaggio di pace. È la prima volta che rappresento un bambino. Egli tiene ben stretta la colomba come un giocattolo che per il bambino è una cosa seria. La donna è un’immagine universale, senza razza, colore, identità in modo tale da essere subito compresa da tutti»Affinché la cittadinanza pistoiese potesse ammirare l’opera prima della sua partenza per il Sol Levante, il sindaco Luciano Pallini d’intesa con il Maestro volle che la statua con i suoi tre metri e mezzo di altezza fosse esposta su un piedistallo nella piazza antistante l’antico Ospedale del Ceppo, sul quale in alto campeggia il celebre fregio dei Della Robbia.

Quando l’Inno alla Vita (Life Hymn) il 31 luglio giunse a destinazione, accompagnata dall’assessore Roberto Niccolai e da Suzumura sindaco di Shirakawa, venne accolta dal sindaco di Nagasaki e dal presidente dell’assemblea cittadina Tagawa, accompanata da musiche, canti e corone di fiori. Il sindaco Hitoshi Motoshima, dopo aver espresso viva gratitudine alla città di Pistoia e a Vivarelli per questo omaggio, disse «Io dichiaro l’impegno di mai dimenticare la tragedia dell’esplosione atomica, di adoperarmi per l’estinzione delle armi nucleari e per una pace durevole».

Quando poi ci fu annunciata la restituzione della visita della delegazione giapponese a Pistoia per la primavera dell’87 e il sindaco di Nagasaki espresse il desiderio di far visita a Vivarelli, questi, profondamente commosso, rispose «Sarò felicissimo di incontrarla e di ringraziarla di persona per avermi dato l’opportunità di esser presente con una mia opera nel Parco della Pace di Nagasaki»

Dopo il ricevimento ufficiale nel corso della seduta straordinaria del Consiglio comunale, il sindaco Motoshima accompagnato da Luciano Pallini e Ugo Poli, si recò in visita alla casa-studio di Vivarelli dove poté ammirare le sculture esposte all’interno della villa e nel parco dicendosi estasiato dell’eclettica bellezza delle ballerine danzanti, ma restando poi a lungo pensoso davanti ai Cristi crocifissi ed alle numerose altre opere.

Al suo rientro in Giappone Motoshima venne gravemente ferito nel corso di un attentato che lo costrinse a vivere per settimane tra la vita e la morte. Agli auspici di pronta guarigione inviatigli dal Maestro, Motoshima, una volta guarito, rispose confermando a Vivarelli che «It is my firm intention now, as mayor of Nagasaki, to strive with you for nuclear disarmament, for world peace and for genuine democracy in Japan».