Fondazione Jorio Vivarelli
La materia della vita
JORIO VIVARELLI

Jorio Vivarelli

 Nato a Fognano di Montale nel 1922, Jorio Vivarelli compie gli studi alla Scuola Artigiana di Pistoia e poi all’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze. Dopo la terribile esperienza della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale è prigioniero nei campi di concentramento di Ungheria, Bulgaria e Germania, il Maestro rientra in Italia, si stabilisce a Firenze e, nel 1949, sposa Giannetta Pini.

Nel 1951 lavora presso la Fonderia di Renzo Michelucci, dove conosce l’architetto Giovanni Michelucci, con il quale stringe una profonda amicizia e avvia una proficua collaborazione artistica, da cui nasceranno il “Crocifisso” del 1956 per la Chiesa della Vergine di Pistoia e, nel 1963, quello per la Chiesa dell’Autostrada del Sole a Campi Bisenzio. Nel 1956 conosce a Firenze l’architetto russo-americano Oskar Stonorov con il quale affronterà il problema del rapporto fra scultura e architettura urbana, realizzando, tra l’altro, due celebri fontane: “Ragazze Toscane” (1966) per la piazza di Philadelphia e “Adamo ed Eva” (1966) per quella di Detroit.

Tornato in Europa dopo l’esperienza americana con Stonorov, Vivarelli tiene contatti con Le Corbusier, Louis Kahn e, nel 1966, partecipa da protagonista alla formazione del Gruppo intrarealista con Federico Fellini, Abel Vallmitjana, Miguel Ángel Asturias e Cesàreo Rodrìguez- Aguilera.

Dagli anni Settanta al Duemila realizza importanti opere pubbliche, quali “L’idea, la morte”, monumento in ricordo di Giacomo Matteotti (1974, Roma) e la scultura “Inno alla vita” (1987, Nagasaki), in ricordo della terribile distruzione provocata dalla bomba atomica così come altre opere concepite come omaggio a coloro che hanno immolato la vita per la liberazione dall’oppressore: “Il sacrifico, una morte per la vita” (Fognano, 1987) e “Parabola storica, ultima sfida”, (Ponte Buggianese, 1993).

Dà inizio alla produzione medaglistica con la duplice Monetazione Ecologica ed Aurea per la Zecca della Repubblica di San Marino.

Per il “Premio Pistoia Teatro” esegue le maschere di bronzo dei più celebri attori protagonisti della scena italiana del secondo Novecento.

Jorio Vivarelli muore nella sua abitazione di Villa Stonorov a Pistoia il 1 settembre 2008.